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	<title>Archivi Mostre - Giordano Santoro</title>
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	<description>Brand Strategist &#124; Design director &#124; Artist</description>
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	<title>Archivi Mostre - Giordano Santoro</title>
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		<title>Arena visionari • prologo</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/arena-visionari-prologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 11:40:33 +0000</pubDate>
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		<title>Intima &#8211; il bianco è la forma, il rosso l&#8217;urgenza</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/intima-il-bianco-e-la-forma-il-rosso-lurgenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 09:31:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’è un gesto che attraversa tutto il lavoro di Giordano Santoro e che lo tiene insieme come un filo teso sotto la pelle: la costruzione di contenitori che non chiudono. Ovuli che lasciano filtrare luce, sfere che respirano, urne che liberano ricordi nuovi, bende che non pretendono di guarire, corazze attraversate da spiragli. Le sue  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2">C’è un gesto che attraversa tutto il lavoro di <b>Giordano Santoro </b>e che lo tiene insieme come un filo teso sotto la pelle: la costruzione di contenitori che <b>non chiudono</b>.</p>
<p class="p2">Ovuli che lasciano filtrare luce, sfere che respirano, urne che liberano ricordi nuovi, bende che non pretendono di guarire, corazze attraversate da spiragli. Le sue sculture sono gusci che si aprono nel punto esatto in cui dovrebbero sigillarsi, ed è proprio in quella fessura, in quello scarto tra forma e apertura, che il suo lavoro accade.</p>
<p class="p2">Il materiale elettivo è la garza gessata: tessuto che si fa pietra, <b>pelle che conserva la memoria del corpo che ha fasciato</b>. Un medium ambiguo, che cura e imprigiona insieme, che protegge ciò che rivela. Nelle sue mani diventa linguaggio, non illustrazione di un pensiero, ma <b>pensiero incarnato nella materia</b>. Ogni opera porta dentro di sé il gesto che l’ha fatta nascere, come una ferita che conserva il ricordo della lama.</p>
<p class="p2">Su questo bianco calcareo, pulsa il rosso. Quasi sempre localizzato: un cuore, un bacio, una traccia, un nucleo sanguigno, il rosso non è mai decorazione ma <b>evento</b>. È ciò che nel bianco si rifiuta di essere silenzio, ciò che affiora nonostante la corazza. In una sola stanza, quella dei Compossibili, il rosso rovescia la propria logica e diventa ambiente: luce monocromatica che annulla le distinzioni, assorbe il visitatore nell’opera, lo rende partecipe della condizione stessa che le forme dichiarano. È il centro pulsante della mostra, il momento in cui il rosso smette di essere dettaglio e diventa mondo.</p>
<p class="p2">Il percorso espositivo si dispiega nelle stanze di una casa storica di Martina Franca, non abitata da tempo. Non è una cornice neutra: <b>è un corpo in dialogo con altri corpi</b>. Le pareti scarne, la patina dell’abbandono, il silenzio domestico che conservano, si accordano naturalmente con opere che parlano di memoria, di fragilità, di custodia. A ciascuna stanza è affidato un paesaggio sonoro, vibrazioni pensate per incontrare il visitatore nel corpo prima che nell’occhio, accordandolo alla frequenza di ciò che ha davanti.</p>
<p class="p2">Il tema profondo di Intima è <b>la compossibilità degli opposti</b>. Non la loro sintesi, che sarebbe rassicurante e falsa, ma la loro coesistenza necessaria. La ferita e la cura sono lo stesso gesto. La violenza abita la tavola serena. Il ricordo che si svuota genera emozione nuova, primordiale. La perfezione non è un altrove irraggiungibile ma affiora a isole, dentro l’imperfezione. L’individualità non splende da sola, ma solo nella comunità di una condizione condivisa.</p>
<p class="p3">Il titolo, una sola parola, femminile, dichiara la qualità dell’esperienza proposta. Intima come aggettivo: <b>ciò che sta più dentro</b>, ciò che appartiene al nucleo. Ma anche intima come verbo: la mostra <b>intima al visitatore di fermarsi</b>, di entrare piano, di accettare di essere attraversato. Non è un invito cortese, è una chiamata. Una casa che si apre per poche ore, nove opere che non spiegano ma chiedono di essere abitate, un rosso che pulsa sotto il bianco e uno spettatore che, forse, uscendo, si accorgerà di aver visitato non una mostra, ma <b>una stanza di se stesso</b>.</p>
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		<title>L’Arte di Stare a Tavola</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 09:31:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un progetto espositivo e performativo in tre atti Ristorante Il Cucco | 11 luglio – agosto 2025 A cura di 1m2 In occasione dei vent’anni del Ristorante Il Cucco, la tavola – da sempre spazio di incontro, parola e gesto – si trasforma in scena artistica. “L’arte di stare a tavola” è un progetto espositivo e  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un progetto espositivo e performativo in tre atti</b><b><br />
</b><i>Ristorante Il Cucco</i> | 11 luglio – agosto 2025<br />
<b>A cura di 1m2</b></p>
<p>In occasione dei vent’anni del Ristorante Il Cucco, la tavola – da sempre spazio di incontro, parola e gesto – si trasforma in scena artistica. “L’arte di stare a tavola” è un progetto espositivo e performativo che rende omaggio al rito conviviale come forma culturale e come linguaggio espressivo, capace di generare comunità, memoria e bellezza.</p>
<p>Attraverso tre momenti distinti, ma strettamente intrecciati, l’intervento invita a vivere l’arte non come semplice osservazione, ma come esperienza condivisa, come atto partecipato che nasce – e si compie – nello spazio della relazione.</p>
<p>Artisti in mostra:</p>
<p class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated"><strong>Alessia Lastella</strong> – <em>Intensivo</em></p>
<p class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated"><strong>Giordano Santoro</strong> – <em>Incoscienti violenze conviviali</em></p>
<p class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated"><strong>Michele D’Amico</strong> – <em>Zaira</em></p>
<p class="fusion-title-heading title-heading-left fusion-responsive-typography-calculated"><strong>Alessio Bruno</strong> – <i>POPFACE – Jessica Fletcher e la Zuppa di pesce ai barbiturici</i></p>
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		<title>Trulli 227 &#8211; Around photography</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/trulli-227-around-photography/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:52:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Divenuto ormai un appuntamento fisso per gli amanti dell’arte, ritorna con la sua settima edizione Trullo 227, la mostra di arte contemporanea a cura di Graziella Melania Geraci. Il doppio opening, fissato per il 29 e 30 giugno dalle ore 19.00, vedrà quest’anno gli spazi del trullo Nicolò a Martina Franca accogliere fotografi e artisti internazionali che offriranno uno  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-adtags-visited="true">Divenuto ormai un appuntamento fisso per gli amanti dell’arte, ritorna con la sua settima edizione <a href="https://trullo227.wordpress.com/2024-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Trullo 227</strong></a>, la mostra di arte contemporanea a cura di <strong>Graziella Melania Geraci</strong>. Il doppio opening, fissato per il <strong>29 e 30 giugno</strong> <strong>dalle ore 19.00</strong>, vedrà quest’anno gli spazi del trullo Nicolò a Martina Franca accogliere fotografi e artisti internazionali che offriranno uno spaccato variegato delle pratiche contemporanee legate alla fotografia. Per la prima volta l’evento non propone una tematica ma la condivisione di un terreno comune, la sperimentazione e le possibilità di un mezzo di indagine visiva. In una piccola esplorazione di generi <strong>Trullo 277_Around photography</strong> si prefigge di segnalare alcune tra le tendenze attuali in fotografia attraverso lo sguardo di Maria Grazia Carriero, Circolo Fotografico Il Castello, Clément Colliard, Francesco Paolo Gassi, Giovanni Izzo, Achraf Khalis, Mario Laporta, Vincenzo Mattei, Paolo Lorusso e Filomena Moschetta, Barbara Rigon. Le opere fotografiche saranno visibili il 29 e 30 giugno insieme agli interventi artistici di Cristiano Pallara e di Giordano Santoro, mentre le opere esterne di Pierluca Cetera, Teresa Chimienti e Michela Rondinone, rimarranno nella campagna circostante fino al 29 luglio accessibili su appuntamento.</p>
<p data-adtags-visited="true">Il percorso allestitivo pone in dialogo artisti come <strong>Maria Grazia Carriero,</strong> che esplora la convergenza tra la religiosità popolare tradizionale e la rivisitazione contemporanea in chiave artistica, e <strong><a href="https://www.1m2.it/artisti/francesco-paolo-gassi/">Francesco Paolo Gassi</a>,</strong> le cui immagini ruvide e spiazzanti focalizzano lo sguardo su una corporeità fatta di imperfezioni, ribaltando così una consuetudine estetica. Poetiche le visioni macro di <strong>Clément Colliard </strong>in cui i fiori e il loro deperimento evocano la decadenza dei corpi e la compromissione della salute dello stesso fotografo.</p>
<p data-adtags-visited="true">Scene di vita e movimento sono alla base della narrazione di <strong><a href="https://www.1m2.it/artisti/achraf-khalis/">Achraf Khalis</a> </strong>che coglie attimi silenti in folle colorate durante un’estate marocchina colta da uno sguardo prolungato e contemplativo. Lo spostamento di interesse di <strong>Paolo Lorusso e Filomena Moschetta </strong>sugli ambienti interni degli hotel e sui particolari di solito ignorati eleva la realtà kitsch ad un oggetto degno di credibilità visiva.</p>
<p data-adtags-visited="true">Piglio documentaristico nei paesaggi urbani di <strong>Mario Laporta </strong>dove la vita di strada, i volti e gli spazi assurgono a racconto estetico mentre le luci e le sagome dei grattacieli delle metropoli cinesi diventano sequenze astratte sottolineando un cambio di prospettiva. Le immagini che <strong>Giovanni Izzo</strong> è riuscito a catturare esplorano il mondo della prostituzione nigeriana nell’area del litorale domizio, i ritratti delle donne sfruttate diventano denunce e documenti dei maltrattamenti subiti ma la fotografia conferisce loro dignità e affermazione.</p>
<p data-adtags-visited="true">La piccola roulotte posta nel terreno che circonda il trullo accoglie foto-cartoline di <strong>Barbara Rigon</strong>, paesaggi come appunti di viaggio che sembrano appartenere ad un immaginario individuo proprietario della casa su ruote che muovendosi ha tenuto traccia dei luoghi visitati e vissuti. L’esplorazione del mondo del circo e dei suoi protagonisti negli scatti di <strong>Vincenzo Mattei</strong> ne rivela l’animo recondito, il sospiro e l’essenza fatta di volti e di sguardi colti lontano dai riflettori. Il <strong>Circolo Fotografico Il Castello</strong> con le immagini di Viviana Zito, Bonaventura Novellino, Valentina Funetta, Ezio Bruno, Pierluca Lubello, Enzo Ferrari, Marco Costanzo presenta una narrazione variegata che spazia dalla fotografia immediata a quella minimalista aggiungendo alla già ricca esposizione un’ulteriore molteplicità di stili.</p>
<p data-adtags-visited="true"><a href="https://www.1m2.it/artisti/pierluca-cetera/"><strong>Pierluca Cetera</strong></a> immerge nelle acque della piscina le sue sagome incendiate, accuse ai tempi turbolenti e bellicosi, e alla sommersione comunicativa. L’installazione di <a href="https://www.1m2.it/artisti/giordano-santoro/"><strong>Giordano Santoro</strong></a> posta nel trullino, pensato per riporre gli attrezzi dell’agricoltura, gioca con la luce e il suo riflesso e trova nella comunità degli oggetti sospesi l’essenza da cui scaturisce il pensiero diffuso. <a href="https://www.1m2.it/artisti/cristiano-pallara/"><strong>Cristiano Pallara</strong></a> sfida i visitatori a mettersi in gioco e lo fa riportandoli alla dimensione ludica con un distributore di palline vintage al cui interno ha racchiuso disegni di un suo personalissimo universo visivo. Spazio anche ai giovanissimi dell’Accademia di Belle Arti di B-ari con gli interventi di <strong>Teresa Chimienti </strong>e <strong>Michela Rondinone</strong> a cura di Pierluca Cetera.</p>
<p data-adtags-visited="true">Sabato 29 giugno, nello scenario naturale creato da un enorme noce si terranno le letture di poesie “Sotto l’albero di noce” a cura di <strong>Barbara Gortan</strong>. L’evento sarà introdotto da <strong>Rossella Grandolfo</strong>, giornalista Mediaset. Parteciperanno i poeti: Pasquale Vadalà, Barbara Gortan, Letizia Cobaltini, Cosimo Rodia, Rita Greco, Elisabetta Stragapede, Lucia Diomede, Maurizio Evangelista, Aldo Perrone.</p>
<p data-adtags-visited="true">I brindisi offerti da <strong>Antonio Prevete</strong> accompagnano le riflessioni: “Lo zen e l’arte di bere vino”.</p>
<p data-adtags-visited="true">L’apertura dell’evento si terrà il 29 giugno dalle ore 19.00 presso il <a href="https://maps.app.goo.gl/2bwphg8oKxScbvE99" target="_blank" rel="noopener">Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA)</a></p>
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		<title>Per(ec)cezioni di Luce – Winter is Lightening</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/pereccezioni-di-luce-winter-is-lightening/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:56:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’11 dicembre alle ore 16:30, sarà inaugurato il percorso espositivo  “PER(EC)CEZIONI DI LUCE – Winter is lightening”. La mostra, curata da Francesca Cappellari, conta 13 opere (12 + 1 progetto speciale), realizzate da artisti provenienti da tutta la Puglia: Aurora Avvantaggiato da Taranto (TA); Gianfranco Basso da Surbo (LE); Cosimo Bellanova da Ceglie Messapica (BR);  [...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’11 dicembre alle ore 16:30, sarà inaugurato il percorso espositivo  “PER(EC)CEZIONI DI LUCE – Winter is lightening”.</p>
<p>La mostra, curata da Francesca Cappellari, conta 13 opere (12 + 1 progetto speciale), realizzate da artisti provenienti da tutta la Puglia: Aurora Avvantaggiato da Taranto (TA); Gianfranco Basso da Surbo (LE); Cosimo Bellanova da Ceglie Messapica (BR); Angela Consoli da Martina Franca (TA); Laurenzia Crescenzo da Locorotondo (BA); Lucia Lodeserto da Locorotondo (BA); Giordano Santoro da Martina Franca (TA); Felice Tagliaferri da Carlantino (FG).</p>
<p>A queste si aggiunge, come Progetto Speciale, il laboratorio didattico di scultura al buio “<a href="https://www.euforica.net/events/la-luce-a-portata-di-mano/" target="_blank" rel="noopener">La luce a portata di mano</a>” con lo scultore non vedente Felice Tagliaferri che si è svolto presso la scuola secondaria di primo grado “G. Oliva” a Locorotondo il 17 Novembre scorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando si parla di luce non ci si può limitare a considerarla solo in relazione alla sua assenza. Il Buio è uno stato di Eccezione. La Luce è presenza costante. Questo ci mette di fronte a un grande errore di valutazione a cui siamo abituati: riteniamo sia l’oggetto illuminato in sé ad essere Luce. Le opere, per questo, saranno predisposte in condizioni di Eccezione di Luce: il buio di una strada poco illuminata, dimensioni espositive chiuse con fessure e occhielli come punti di accesso alla visione, infine la “cecità”.</p>
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<p>Il percorso espositivo “Per(ec)cezioni di luce” è itinerante per le vie del centro storico di Locorotondo, gratuito e sarà fruibile fino al 17 gennaio 2022. E’ un evento pensato per essere accessibile e inclusivo: un’audioguida, realizzata in lingua italiana, inglese e albanese, consentirà agli utenti di godere appieno dei contenuti culturali proposti.</p>
</div>
<p>Artisi:</p>
<p>Aurora Avvantaggiato &#8211; Angela Consoli &#8211; Cosimo Bellanova &#8211; Gianfranco Basso &#8211; Laurenzia Crescenzo &#8211; Lucia Lodeserto &#8211; Felice Tagliaferri &#8211; Giordano Santoro</p>
</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Materia Disseminata &#8211; Forme eterogenee di land Art</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/materia-disseminata-forme-eterogenee-di-land-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:58:43 +0000</pubDate>
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			</item>
		<item>
		<title>Spazio Beante_casos non a caso</title>
		<link>https://www.drusticamente.com/mostre/spazio-beante_casos-non-a-caso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[drusticamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 11:01:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Artisti: Pierpaolo Sconfiezza, Walter Loparco, Giordano Santoro]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Artisti: Pierpaolo Sconfiezza, Walter Loparco, Giordano Santoro</p>
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