Mostre – BiografiaOpere

2021

UNMETROQUADRO
ospita Giordano Santoro

1 – 11 Luglio 2021
Via Gian Battista Vico, 26 – Martina Franca (TA)

MATERIA DISSEMINATA
Forme eterogenee di land Art

30 Maggio – 31 Giugno 2021
Giardino Guarnieri in Via Cavour 165, Locorotondo

All’interno del Giardino Guarnieri la Materia si anima in forme eterogenee.

Concetti, idee, segni, tempi, simboli emblematici, dis-seminati come sementa sono sparsi qua e là, declinandosi in Land Art: risuonano le parole del poeta Dino Christianopoulos: “They try to bury us, they don’t we are seed” (Hanno provato a seppellirci, non sapevano che eravamo semi).

La materia, manipolata dagli artisti Michele D’Amico, Giordano Santoro, Paolo Tinella,  nelle opere qui presenti, per la maggior parte installazioni site specific, fatta eccezione per una tela, rinuncia alla sua condizione di partenza, “muore” nella sua iniziale configurazione, per aprirsi a nuove possibilità d’impiego. I materiali qui proposti sono vari e variegati, proposti in forme etorogenee e gli artisti ne sperimentano le inedite potenzialità formali, perché,  pur nella diversità rappresentativa, l’unico fattore comune risiede nel presupposto che questa è sostanza viva e cangiante. La natura è mater degli artisti e materia per le opere: voci originali “nostrane” al servizio di una materia prima di cui conoscono l’intima essenza e le caleidoscopiche possibilità di definirsi in inaspettate conformazioni, diventando traccia di un’identità che si fa segno concreto nelle forme artistiche proposte.

2015

SPAZIO BEATE _caos non a caso

21 Febbraio 2015
Cactushub – Via Anfiteatro, 226 –  Taranto

Mostra di Walter Loparco, Giordano Santoro e Piergiorgio Sconfienza

l termine greco antico “Chaos”, attualmente associato al concetto di disordine, aveva il significato di Spazio Beante, Spazio Aperto. Origine di cose che prima non erano. Venuto all’esistenza dall’invisibile. Per gli antichi, era il soffio di libertà, il luogo delle opportunità nel quale l’individuo poteva rivendicare il diritto a determinare le proprie azioni modellando quindi il proprio destino.

Contrariamente al mondo animale, vincolato dall’istinto, l’uomo attraverso la ragione ha la possibilità di stabilire le proprie norme di vita, invece di subirle, diventando attore della propria evoluzione. La ragione, esaltata nel secolo dei Lumi come grande forza liberatrice, fonte di progresso, diritto ed equità, mostra nel tempo il rovescio della medaglia. La predominanza della libertà sulle norme abolisce limiti e prescrizioni. I diritti inalienabili dell’individuo si sgretolano e si degradano.

Il desiderio di auto-realizzazione degenera in prevaricazione e predominio sull’altro. La ragione sfugge di mano.