Un cuore inchiodato.
A grandezza reale, perché è il nostro. Lasciato scolare come si faceva con il maiale appeso a testa in giù: un gesto antico, contadino, che nessuno chiamava violenza perché era semplicemente come si fa.
Anche all’emotività, il mondo riserva lo stesso trattamento.
La inchioda, la mette sotto processo, la costringe a confessare. La lascia gocciolare fino a che non si svuota.
Sentire diventa colpa.
La tela raccoglie ciò che resta – non il cuore, ma la sua traccia. La prova di un’esistenza che ha osato pulsare.