Sulla tavola, dimensione conviviale e serena, per questo insospettabile, ogni commensale ripropone una gestualità antica, condivisa, accettata.
È una delicata ma ferma azione di violenza nei confronti di ciò che è nel piatto.
Nessuno lo sospetterebbe. Eppure è così.
Forchetta e coltello, piccoli strumenti apparentemente innocenti, tagliano, inforcano, strappano, attorcigliano. Ogni gesto cela un’intima relazione con sé e con il mondo.
Diversi gradi di violenza.
Diversi modi di scegliere chi siamo.